domenica, 09 dicembre 2007, ore 00:33

Giunte all'areoporto di Washington, scopriamo che l'inverno non arriva in tutti i posti allo stesso modo: giubbotto invernale decisamente di troppo!! Ma non solo: questa è l'unica volta in cui non dobbiamo preoccuparci del trasporto. Infatti Ingrid, un'amica di Kaisa conosciuta quest'anno in Austria, ci è venuta a prendere all'areoporto. Che goduria -  due ore di macchina (sedili in pelle bianca e inserti in radica ... e mi va solo al primo anno della specialistica!!) a non preoccuparci di niente! Pit Stop alla IHOP. Mi verrebbe voglia di non dirvi cosa vuol dire visto che il nome sembra a metà tra un ospedale e una stazione di servizio, ma invece si tratta di una catena di ristoranti denominata International House of Pancakes.


E per la prima volta in praticamente cinque giorni ci ritroviamo con vero tetto sopra la testa e con quanto spazio vogliamo! Io mi becco il pavimento del soggiorno con una moquette alta almeno 3 cm, e mi faccio una stra dormita (come scoprirò il giorno dopo, di nuovo battuta dalle finlandesi che si sparano 12 ore di sonno di fila... mah sarà la stagione del letargo,... ma non mi pareva che ci fossimo fatte mancare il riposo - media di 9 ore a notte!!).


Arriviamo così al tanto agognato giovedì 22 novembre, ovvero il Thanksgiving Day. Giornata di cucina e abbuffate. Ma visto che siamo finite in un campus, che evidentemente non ha nè mamme nè nonne, le brave ragazze attente alla linea programmano un digiuno che durerà fino alla CENA del Ringraziamento. Deprivate così delle energie per affrontare la giornata non resta altro che 'veg-out in front of the TV' (scusate non ho resistito alla tentazione di citare Pretty Woman!!). Sì insomma dopo aver iniziato Kaisa la sera precedente alla seria Una mamma per amica, qui meglio nota come Gilmore Girls, ci spariamo un terzo della prima serie in un pomeriggio - naturalmente dando anche una mano a pelar patate e broccoli (non capirò mai la passione di questo Paese per i broccoli crudi!!!). Devo dire che mi ha fatto un certo effetto vedere in tv la parata di New York, considerato che la facevano passare per Times Square dove noi eravamo state praticamente 48 ore prima!!!

Nel corso del pomeriggio troviamo un momento per andare a fare un mini giro per il campus della UVA.



Tra una sigla e l'altra del telefilm arriva il momento della cena che andiamo a fare a casa delle vicine, che scopriamo erano incaricate di preparare il tacchino (... mi stavo infatti iniziando a chiedere dove fosse!! ). Non vi sto a spiegare nel dettaglio il menu, visto che tra stuffings, broccoli, patate, pies, tacchino, insalate mi sono persa anch'io metà degli ingredienti!!


Eravamo in 7 a tavola: 2 finlandesi, 1 italiana e 4 americane: 1 del West Virginia, 1 californiana, 1 hawaiana, 1 newyorchese ... tutte e quattro compagne di corso alla Law School!! Che storia!!! Tutto avrei pensato tranne di finire a conoscere una hawaiana DOC (californiane ne abbiamo anche da noi in Iowa e col West Viriginia giocavamo quasi in casa)!!


Finita la cena facciamo le valigie per l'ennesima volta e ci prepariamo a raggiungere la stazione del Greyhound la mattina seguente quando la stragrande maggioranza della popolazione è già in piena attività per il Black Friday (giorno dopo il Ringraziamento, consacrato allo shopping senza frontiere con gente che esce di casa alle 4 di mattina e fa la fila davanti ai negozi prima dell'apertura) ... vi chiedo solo: come vi sentie voi il giorno dopo l'abbuffata del pranzo di Natale?? Umore da shopping??
paolinchen
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sabato, 08 dicembre 2007, ore 01:10

Sì! Dopo un lungo silenzio e due settimane ancora più lunghe, si ricomincia (e speriamo anche sia la volta buona di finire, anche perché le cose si stanno accumulando a dismisura, sigh).

 

Ricordatevi: se mai doveste fare uno scalo in qualche aeroporto americano vedete di evitare accuratamente tutti e 3 quelli di NY!! Il buongiorno è stata un'ora di ritardo per motivo non meglio identificato. Ma poteva andarci peggio: se invece del JFK avessimo avuto il LaGuardia come destinazione ci saremmo viste cancellare il volo! Ma il tempo passa veloce quando ci si diverte! E un'ora passa in fretta. L'unico neo è che quando passi due giorni scarsi in uno posto anche un'ora diventa importante. Come vi ricorderete dalla premessa avevamo le indicazioni per arrivare all'ostello. Generalmente funzionali, ma questa volta per un piccolo dettaglio che non era troppo chiaro il nostro transfer verso l'ostello si è trasformato in una piccola odissea: in pratica invece che sederci in una linea e lasciarci trasportare nel cuore di Manhattan ci siamo ritrovate nella stazione sbagliata per cui abbiamo dovuto dare il via a una serie di cambi non previsti, anche se alla fine a dirla tutta mi sa che abbiamo tagliato un beò po’ il tragitto. Ma si sa, le valigie e i cambi di mezzo non vanno mai troppo d'accordo!!

 

Arrivate a destinazione nel cuore di Harlem (per i disorientati è la zona subito a Nord di Central Park) veniamo premiate con la vista del nostro prossimo alloggio provvisorio: camera con 10 letti, dimensione puffo oserei dire. Stanza grande, clima tropicale, e solo tre dannatis** prese di corrente in un angolo della camera (naturalmente opposto a dove dormivamo noi), quando la mia macchina fotografica e in questa occasione anche il mio telefono (come ricorderanno bene mamma e papà) necessitavano disperatamente di linfa vitale,... sì insomma di un defibrillatore!Ma le negoziazioni si svolgeranno senza problemi successivamente.


 

Ingurgitate dal clima che si respira nella Grande Mela, non possiamo che iniziare il nostro tour dal Times Square , sempre spettacolare. Cena veloce da Sbarro (lo cito non per dovere di cronaca ma perché è lo stesso Sbarro dove avevamo mangiato la prima volta con gli zii,… che nostalgia!!) e poi New York by night ammirata dall'Empire (conviene tantissimo andare di sera, zero coda e gli edifici sono illuminati stra bene lo stesso… ecco magari non vedete troppo bene i ponti e l'orizzonte, ma insomma è un'opzione da non scartare!).

 


Torniamo a casa un po’ stanchine per scoprire che una delle coinquiline è fuori come un balcone - cioè cercava di zittire una che russava dicendole shhhh… vabbè - io c'ero, … ma dormivo (armata di tappi - la prudenza non è mai troppa ) quindi lo scrivo come me lo hanno riferito. In realtà si scoprirà più avanti che gli inquilini della stanza erano 11, uno non umano. Apparentemente un topolino. Molto discreto devo dire e buongustaio, insomma un piccolo Ratatouille che ha deciso di fare merenda con le mie patatine e con il mio Milky Way (vedi foto) che mi portavo appresso da Boston per i periodi di carestia e che a malincuore ma per ovvi motivi ho dovuto abbandonare a NY… (in realtà ora che ci penso la storia è un po’ più articolata ma prendetela così ).


 

Il giorno seguente abbiamo messo a dura prova un po’ tutto: gambe, cappelli, giubbotti, scarpe, macchine fotografiche. Cominciata con doccia mattutina presso la Statua della Libertà (per chi non ha confidenza con la terminologia meteo inglese, gli scrosci di pioggia li chiamano showers) seguita da visita accurata a Ellis Island (questa volta ce l'ho fatta!!), l'isola dove approdavano gli immigrati in attesa di essere ammessi nel Paese. Notare cosa ho trovato tra la documentazione: non si capisce molto ma è un manifesto che mostra i costi di una traversata "Trieste-Nuova York"!!



Segue scaramantica strizzata agli attributi del toro simbolo della Borsa, rapida visita al WTC, ma onestamente non c'è più niente da vedere: tutto transennato e in pieni lavori in corso. Inzia quindi la traversata dei quartieri che ci porta dal Financial District a Chinatown, a Little Italy (almeno stando alla piantina, perchè a vedere, tutto continuava ad essere Made in China!), a SoHo e infine al famoso arco di Friends del Greenwich Village. Arriviamo in vista della Grand Central Station ed è a questo punto che le mie due compagne di viaggio mi abbandonano momentaneamente, mentre io faccio una fuga verso est, verso l'East River, insomma verso il fantomatico Palazzo di Vetro, noto come UN Headquarters. Mi sentivo una Nicole Kidman in erba (i miei colleghi interpreti non me ne vogliano se mi immedesimo momentaneamente ). Il tour in realtà si svolge come se fossimo su un nastro trasportatore, abbastanza asettico e l'essere circondati da altri gruppi da visita guidata non aiuta a creare l'atmosfera ... ma in definitiva chissene: non saremo entrati nella sala del Security Council (- meeting in corso) ma la General Assembly me la sono guardata per bene!!

 

 

Sulla via del ritorno vengo colta da una nuova ondata di nostalgia e approfittando della macchina digitale che questo giro posseggo, DEVO fermarmi a scattare qualche foto del nostro albergo (e sottolineo ALBERGO, NON OSTELLO ) precedente e del nostro locale dove andavamo ogni giorno a fare colazione... sembrava messo un pò meglio dall'ultima volta...

Concludiamo la giornata con una veduta panoramica del Rockfeller Center e della pista di pattinaggio in piena attività.


 

Il terzo giorno... cominciando da Central Park nord (questa volta sono riuscita a vedermi il Belvedere Castle che hanno usato in Nemiche Amiche) siamo discese verso sud, perdendoci nel bel mezzo della natura e riemergendo... quale delusione quando scorgiamo la mia amata Bethesda Fountain, quella di Un Giorno per Caso: la stavano pulendo e c'erano transenne ovunque. Bè poco male perché questa volta non avrei avuto nessuno che mi prendeva in braccio, vero President?!



E dopo la natura ecco che scatta lo shopping: Bloomingdale's (per restare in tema Friends), Disney Store e ... ehm da Tiffany's ci siamo limitate a passarci davanti ... del resto mi pare ovvio: eravamo senza morosi, chi pagava?!?

 



Il tempo stringe ed è ora di pensare alla prossima destinazione: l'areoporto di Washington.

paolinchen
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lunedì, 26 novembre 2007, ore 08:15

Scusate ma non volevo rovinare il finale ad effetto del post precedente ma questa devo proprio scriverla. Lasciando il centro l'ultima sera scendiamo nella prima fermata della metropolitana, scelta proprio a caso... o meglio in base alla vicinanza - nonsosemispiego!

Insomma dovevamo percorrere la pensilina della linea arancione per dirigerci verso la linea verde che serviva a noi. Delle persone stavano aspettando la metro. In modo del tutto casuale (e chi mi conosce sa che quando c'è da guardarsi intorno e notare le persone sono ... un pò impedita, ecco!) incontro lo sguardo di una persona e instintivamente penso 'Questa faccia non mi è nuova'. La faccia mi sorride e improvvisamente tutto diventa chiaro!

OMG!!

Sono sulla stessa fermata random della metro di Boston e mi ritrovo faccia a faccia con l'altro studente ISEP di Trieste partito come me per il Fall semester. Provvisto di armi e bagagli - direi buona la due  - e scortato da mamma e morosa giunte per l'occasione si appropinquava a raggiungere il suo albergo. Nota bene che lui studia in North Carolina e io in Iowa - e ci siamo beccati a Boston, MA.

Adesso ditemi se questo non è un momento da Carramba che sorpresa. Tanto sopresa che non mi sono pensata di far scattare il Kodak moment. Pazienza, dovrete credermi sulla parola (e cmq ho testimoni!!)
paolinchen
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lunedì, 26 novembre 2007, ore 01:33

Si parte!

Dopo un volo con scalo a Chicago, IL (stato n°1) approdiamo a Boston, MA (stato n°2). Avendo a priori escluso i musei per motivi di tempistica, di interesse medio del gruppo e non ultimo di budget, non ci rimaneva che armarci di buone scarpe (per le gambe non è che si possa fare molto... ) e cominciare a percorrere le 2 miglia e mezzo del Freedom Trail , percorso segnato da una doppia fila di mattoni rossi che tocca i punti di interesse storico (anche se a dire il vero senza uno straccio di guida non è che serva a molto ... non fraintendetemi, una guida l'avevo ben che recuperata, un tomo di 1164 pagine sugli USA, che per ovvi motivi di spazio non poteva entrare troppo nel dettaglio riguardo le singole attrazioni). Pazienza. Naturalmente tutto questo non prima di aver fatto un giro per Newbury Str. la via con i negozi chiccosi...  


Arrivate al Quincy Market una pausa per giocare a palle di neve ci sta tutta. Peccato che non fossero proprio palle di neve, bensì rettangoli di carta velina. Non so perchè motivo fossero lì, ma rendevano l'idea!!

Dopo esserci sollazzate a sazietà riprendiamo la nostra passeggiata ormai serale per scoprire che a Boston hanno un gusto particolare per i marciapiedi. Quello che sto per dire è dedicato in particolare alla Pach - quindi spero di trovare un tuo commento al post!! Insomma una parte di Boston offre all'ignaro pedone nientemeno che il marciapiede brillantinato!! Lo so, la foto non rende troppo ma vi garantisco che è quasi da occhiali da sole!


Avendo ancora la digestione in corso del luculliano pasto fatto all'aeroporto (McDonald's, per chi se lo domandasse) decidiamo che possiamo fare a meno della cena. Quale occasione migliore dunque per iniziare le mie due amiche al mondo di Starbucks?! Galeotta fu la cioccolata calda ... non ci abbandonerà più finché avremo uno Starbucks nelle vicinanze [nda qui a Iowa City ne siamo sprovvisti, sopravviviamo con JavaJuice e TeaSpoon].
Rinvigorite dalle nuove calorie... andiamo a dormire!


Al risveglio in tutta calma segue gita ad Harvard (con la H aspirata mi raccomando!) dove ammiriamo gli edifici chiusi (...era domenica...) e gli scoiattoli più opulenti finora visti (e mi vien da dire anche più intelligenti visto dove alloggiano!).




La giornata pare trascorrere all'insegna della cultura e allora perché non visitare l'ateneo di Chomsky, l'MIT, che per la cronaca si trova a un tiro di schioppo da Harvard?!


Finita la botta di cultura ci reimmergiamo nel traffico cittadino. L'ora di pranzo però si avvicina e le mie due compagne di avventura hanno in programma di gustare la loro prima aragosta, specialità di Boston a quanto pare ... alla faccia delle tirchie!! Non faccio obiezioni e ci facciamo accomodare in un bel tavolino della catena Legal Sea Food - dal motto: 'If it's not fresh, it's not legal' - non commento. La sezione aragoste nel menu è alquanto striminzita e devo dire che non sono proprio il massimo esperto in termini di conoscenza nomi pesci/molluschi (tanto mento in inglese!) ma appena vedo quel nome so cosa ordinare ! Sì zia Miki, hai capito bene (... spero apprezzi la colorazione Ausapav!). Siccome sono passati anni da quando ce l'hai proposta nel menu, sono dovuta andare a Boston per mangiarla di nuovo: sì proprio lei! La Clam Chowder !!! (segue foto per chi non segue più il discorso... scusate ).
Peccato poi che alla gustosa zuppina sia seguito quello che vedete nella foto qua a destra... una piccola aragosta contornata da pannocchia, cozze e altro-mollusco-non -meglio-identificato, il tutto AL VAPORE!!! OMG!!! Sì lo so c'era scritto steamed avrei dovuto aspettarmelo, IO che faccio storie anche quando sono gratinati... Deo Gratia che c'era una scodellina di burro fuso ... . In particolare per i molluschi poi c'era anche una ciotola più grande con acqua bollente per togliere il sale dalle bestiole ... utile, peccato che non ce ne sia stata una moooolto grande per togliere il sale dal conto!! E dopo questa il pesce è stato ufficialmente bandito dai nostri piatti fino a data da destinarsi ... o meglio, finchè siamo noi a pagare!!
paolinchen
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domenica, 25 novembre 2007, ore 23:10

Sembra la promessa di uno dei soliti articoli di Viver Sani e Belli, anche se magari lì si parlava di chili. Ma se proprio vogliamo parlare di benessere, ve lo dico subito: abbiamo camminato il camminabile quindi qualche beneficio alla circolazione e alle coscettine -ine, -ine ci deve essere pur stato...
Sì, lo so a cosa state pensando... alla controparte gastronomica, il cibo da FASTFOOD. Ebbene sì ci siamo nutrite ANCHE di quello MA vi garantisco che con due compagne di viaggio col passaporto finlandese ma con un pedigree da ISTRIANE di tutto rispetto, non c'era il rischio di passare troppo tempo a strafogarsi!!

Ma andiamo con ordine.
"Sette stati in sette giorni" è diventato il titolo di questo Thanksgiving break, la tanto agognata settimana di vacanza prima dei finals di dicembre. Un'intera settimana di vacanza, da sabato a sabato, che come avremmo scoperto qualche giorno più tardi non era una grazia concessa a tutti. I soliti fortunelli!

Insomma un viaggetto che era in programma da fine agosto quando abbiamo prenotato i voli (tramite un sito per studenti, vogliamo parlarne... 600$ e rotti per qualcosa come 6 tratte... mi vien male a quando penso agli euri spesi per venire qui, ma questa è un'altra storia... sigh). Onore al vero l'idea era stata delle due finlandesi - Taina e Kaisa - e io mi sono umilmente accodata. Fissati i voli via alla ricerca di ostelli (vedi storia del budget) ma visto che il massimo che avremmo passato nello stesso posto sarebbero state due notti, ho deciso che avrei potuto sopravvivere alla mia prima esperienza ostello!

Fatto anche questo, ci siamo dedicate alle nostre occupazioni quotidiane per riprendere in mano la situazione verso inizio mese quando mi sono resa conto che non avevo idea della distanza aereoporto-ostello o di qualsiasi altra questione pratica. Come turista fai-da-te devo dire che devo migliorare in quanto a efficienza perché mi sono decisamente impanicata più del necessario perchè
1)
l'ostello dà indicazione di come raggiungerlo dai vari aeroporti (ma io naturalmente mi sono gettata su google map e ho fatto tutto da sola );
2)
le metropoli che abbiamo visitato hanno indicazioni a 360° su quali mezzi prendere per ritornare in aereoporto, ma anche lì volevo avere tutto pronto prima;
3)
in America trattano le valigie un sacco meglio che in Europa... Non avendo una valigia a misura bagaglio a mano me la sono dovuta far prestare da un'amica e il caso ha voluto che fosse nuova di pacca quindi non osavo spedirla anche per il rischio che andasse persa nel qual caso sarei stata letteralmente nel- ... ehm del gatto: non avremmo passato abbastanza tempo nello stesso posto perché la valigia potesse raggiungerci in tempo in caso fosse andata persa. Quindi mi sono organizzata con un minitrolley e uno zaino - un vero record per quanto mi riguarda. Prontamente battuto da una finlandese che se l'è cavata con uno zaino ancora più piccolo del mio... non voglio sapere cosa si fosse o non si fosse portata. Insomma loro han ben deciso di spedire i loro bagagli che sono ritornati alle mittenti senza un graffio (e la valigia era di tela...). Quel che è fatto è fatto ma non mi lamento, anche se col senno di poi avrei potuto lasciare a casa diverse cosette (tipo l'asciugacapelli... quello a muro dell'ostello aveva 1500W,... in confronto il mio sembrava a pile ).

Dopo questo preambolo penso che siamo pronti a cominciare con la prima tappa e un nuovo post!
paolinchen
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lunedì, 12 novembre 2007, ore 21:04

Nooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Me lo sono persa!!!
Mi ero detta che quando i visitatori sarebbero arrivati a 2000 (ancora grazie a tutti per starmi così vicini!) avrei postato qualcosa... ma come avete potuto notare il bolg è passato momentaneamente in secondo piano, nonostante i miei buoni propositi. I weekend sono passati in un lampo e durante la settimana è tutto un pò incasinato.
Quindi vi chiedo scusa per l'assenza di aggiornamenti. Vedrò di recuperare appena posso e state tranquilli, ho sempre con me la lista di cose da scrivere, tanto più che con la prossima settimana si aggiungerà una lista chilometrica perchè dovete sapere che per la settimana di vacanza che c'è qui per il Ringraziamento io e le due finlandesi ci siamo organizzate un bel viaggetto (durante il quale toccherò nientemeno che sette stati, ma i dettagli più avanti, non voglio rovinare la sorpresa!). Quindi al momento fervono i preparativi e Murphy imperversa riempiendomi di impegni extra, uff.

Un abbraccio a tutti e non disperate!!
paolinchen
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domenica, 21 ottobre 2007, ore 22:41

Credo una delle mie frasi più inflazionate ultimamente ma se la applichiamo alla segnaletica statunitense non si può che dire così.

Dovete sapere infatti che qui in America tutte le auto sono con il cambio automatico (paradossalmente se voleste una col cambio manuale dovreste anche pagare di più...) e molte sono pure dotate di pilota automatico (come le sparute Chrysler in Italia possono mostrare). No non siamo in aereo. Per esempio la Pontiac di Melissa, la mia amica americana, ha un bel bottoncino sul volante che se premuto mantiene l'auto a velocità costante. Se poi premete un altro bottoncino lì accanto potete aumentare o diminuire progressivamente la velocità... tutto questo vi permette di togliere il piedino dall'acceleratore e riposare. Evviva la pigrizia!!!
A seconda dello stato poi siete o non siete obbligati ad indossare il casco se andate in moto (questione per ora lasciata all'intelligenza personale, ma ancora una volta il paradosso è dietro l'angolo: in percentuale sono molti di più i ciclisti che indossano il caschetto di polistirolo... sinceramente non ho ancora capito da cosa deve proteggere, ma insomma buon per loro...). Il telefonino poi è ancora un MUST in auto. Le persone andrebbero fuori di senno se non potessero più usare il cellulare in auto anche se molti incidenti sono causati proprio da persone che scrivono messaggi invece di guardare la strada.

Questo post è dedicato in particolare alla segnaletica stradale che lascia molto poco all'immaginazione: infatti qui la tendenza è più di SCRIVERE i cartelli che usare simboli codificati, il che da un lato può essere utile se per caso uno non si ricordasse il significato del cartello, ma dall'altro se non sei molto sicuro del tuo inglese (sì papi sto pensando proprio a te), una frase come "yield on green" può mandarti in crisi in un secondo netto... e anche vero però che se sei uno straniero e non conosci la segnaletica sei comunque nei guai... giudicate voi cos'è più efficiente. Intanto a seguire alcuni esempi di quello che sto cercando di dire. Buona lettura!!


 ... alla fine di una pista ciclabile (per gli automobilisti)







un 'dare la precedenza' quando si svolta a sinistra








Questo avvisa che sull'altra strada non ci sono gli stop e che quindi è proprio il caso di fermarsi







... in caso non l'aveste visto da voi...









... sempre per te papà (almeno sul cartello sono coerenti )









anche per questo noi avremmo la figura...
ma è più divertente leggere a quanto pare!








questo è il mio preferito in assoluto!!!
(naturalmente messo dopo qualche metro dall'uscita di un senso unico, non si sa mai )



e questo si aggiudica il secondo posto!!







paolinchen
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sabato, 20 ottobre 2007, ore 22:03

Conto alla rovescia???
No, è il nome di un gruppo musicale amatoriale dell'Illinois. 4 ragazzi davvero talentuosi che scrivono canzoni e fanno un pò di cover. Qualcuno li ha definiti piano rock, il pianista e vocal è uno spettacolo: riesce a cantare, suonare la tastiera e saltare... boh detta così non è molto entusiasmante, ma fidatevi, se posso recupero un video e vi metto il link per youtube! Ma intanto potete andare sul loro sito ufficiale (www.minussix.com) e ascoltare qualche pezzo sul loro Myspace (www.myspace.com/minussix)


Insomma questi ragazzi hanno fatto dei concerti in un locale chiamato Q-bar. Una ragazza americana con cui abbiamo fatto amicizia è fan sfegatata di questo gruppo e ci ha convinto ad andare al primo concerto.


Insomma da quella volta non ce ne siamo perso uno (anche se quello di venerdì per ora è l'ultimo del semstre qui ad Iowa City).

Ehm... per quanto riguarda i video... di fatto anche ce ne avrei un paio ma incrocio le dita per un quarto concerto dove forse mi ricorderò che non si possono fare i video in verticale con la macchina fotografica visto che poi non si possono raddrizzare... aaahh quanta pazienza... 
paolinchen
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sabato, 20 ottobre 2007, ore 21:58

E non contenti dei problemi causati dal fuso orario, continuiamo a fare anche salti nel tempo. Questa volta non vi propongo più di tornare all'estate bensì mi accontento di ritornare a inzio mese, al primo weekend di ottobre.

TBA (To be added soon)
paolinchen
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venerdì, 19 ottobre 2007, ore 11:27

Spero che questo periodo di aggiornamenti ad intermittenza sia finalmente giunto a conclusione, infatti con oggi se il cielo vuole posso godermi di nuovo un po' di sana pace a tranquillita' dopo un paio (abbondante) di settimane di fuoco per molti motivi, non ultimo dei quali gli esami di midterm!

Lo so che tutti vi preoccupate per me che non mi consumi i neuroni rimasti per questi esami che non mi valgono niente... giusto dico io, perfettamente d'accordo ma se non li passo poi siamo del gatto. Quindi tanto vale che un pochino giusto faccia. Poi diciamocelo devo studiare praticamente solo per un corso, non sara' cosi'  tragico... Pero' come i miei fellow students alla SSLMIT sanno bene, ma possiamo dire in generale un po' tutti, ... le scandenze non vengono mai sole ed eccoci quindi ad arrancare per avere pronto tutto.

Visto che siamo arrivati all'ennesimo sabato un aggiornamento sulla situazione partite e' d'obbligo. Riguardo la scorsa settimana c'è da dire che i fan non sono stati delusi: dopo un inizio un pò in difficoltà siamo riusciti a portarci a casa una vittoria. Naturalmente l'unico touchdown della partita me lo sono prontamente perso visto che dopo due ore sono dovuta andare via perchè dovevo fare gruppo studio con i miei compagni di corso e così non posso neanche documentarvi con le foto la chiusura della partita con tutte le persone che si riversavano nel campo...




Altrettanto naturalmente siamo rimpiombati nel baratro con la partita di oggi contro il Purdue che ci ha stracciato con almeno 3 touchdown. Vabbè voleva dire che non era destino... A dire il vero mi sta sorgendo il dubbio che non sia proprio io a portare sfiga visto che come me ne sono andata la situazione si è sbloccata la scorsa settimana... vabbè aspettiamo la fine di questa stagione poco entusiasmante per confermare le mie doti di jettatrice (peraltro già confermate dai post precedenti sul meteo)


paolinchen
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