
E per la prima volta in praticamente cinque giorni ci ritroviamo con vero tetto sopra la testa e con quanto spazio vogliamo! Io mi becco il pavimento del soggiorno con una moquette alta almeno 3 cm, e mi faccio una stra dormita (come scoprirò il giorno dopo, di nuovo battuta dalle finlandesi che si sparano 12 ore di sonno di fila... mah sarà la stagione del letargo,... ma non mi pareva che ci fossimo fatte mancare il riposo - media di 9 ore a notte!!).
un terzo della prima serie in un pomeriggio - naturalmente dando anche una mano a pelar patate e broccoli (non capirò mai la passione di questo Paese per i broccoli crudi!!!).
Devo dire che mi ha fatto un certo effetto vedere in tv la parata di New York, considerato che la facevano passare per Times Square dove noi eravamo state praticamente 48 ore prima!!!
Tra una sigla e l'altra del telefilm arriva il momento della cena che andiamo a fare a casa delle vicine, che scopriamo erano incaricate di preparare il tacchino (... mi stavo infatti iniziando a chiedere dove fosse!!
). Non vi sto a spiegare nel dettaglio il menu, visto che tra stuffings, broccoli, patate, pies, tacchino, insalate mi sono persa anch'io metà degli ingredienti!! 
Eravamo in 7 a tavola: 2 finlandesi, 1 italiana e 4 americane: 1 del West Virginia, 1 californiana, 1 hawaiana, 1 newyorchese ... tutte e quattro compagne di corso alla Law School!! Che storia!!! Tutto avrei pensato tranne di finire a conoscere una hawaiana DOC (californiane ne abbiamo anche da noi in Iowa e col West Viriginia giocavamo quasi in casa)!!
Finita la cena facciamo le valigie per l'ennesima volta e ci prepariamo a raggiungere la stazione del Greyhound la mattina seguente quando la stragrande maggioranza della popolazione è già in piena attività per il Black Friday (giorno dopo il Ringraziamento, consacrato allo shopping senza frontiere con gente che esce di casa alle 4 di mattina e fa la fila davanti ai negozi prima dell'apertura) ... vi chiedo solo: come vi sentie voi il giorno dopo l'abbuffata del pranzo di Natale?? Umore da shopping?? 
Sì! Dopo un lungo silenzio e due settimane ancora più lunghe, si ricomincia (e speriamo anche sia la volta buona di finire, anche perché le cose si stanno accumulando a dismisura, sigh).
Ricordatevi: se mai doveste fare uno scalo in qualche aeroporto americano vedete di evitare accuratamente tutti e 3 quelli di NY!! Il buongiorno è stata un'ora di ritardo per motivo non meglio identificato. Ma poteva andarci peggio: se invece del JFK avessimo avuto il LaGuardia come destinazione ci saremmo viste cancellare il volo! Ma il tempo passa veloce quando ci si diverte! E un'ora passa in fretta. L'unico neo è che quando passi due giorni scarsi in uno posto anche un'ora diventa importante. Come vi ricorderete dalla premessa avevamo le indicazioni per arrivare all'ostello. Generalmente funzionali, ma questa volta per un piccolo dettaglio che non era troppo chiaro il nostro transfer verso l'ostello si è trasformato in una piccola odissea: in pratica invece che sederci in una linea e lasciarci trasportare nel cuore di Manhattan ci siamo ritrovate nella stazione sbagliata per cui abbiamo dovuto dare il via a una serie di cambi non previsti, anche se alla fine a dirla tutta mi sa che abbiamo tagliato un beò po’ il tragitto. Ma si sa, le valigie e i cambi di mezzo non vanno mai troppo d'accordo!!
Arrivate a destinazione nel cuore di Harlem (per i disorientati è la zona subito a Nord di Central Park) veniamo premiate con la vista del nostro prossimo alloggio provvisorio: camera con 10 letti, dimensione puffo oserei dire. Stanza grande, clima tropicale, e solo tre dannatis** prese di corrente in un angolo della camera (naturalmente opposto a dove dormivamo noi), quando la mia macchina fotografica e in questa occasione anche il mio telefono (come ricorderanno bene mamma e papà) necessitavano disperatamente di linfa vitale,... sì insomma di un defibrillatore!Ma le negoziazioni si svolgeranno senza problemi successivamente.

Ingurgitate dal clima che si respira nella Grande Mela, non possiamo che iniziare il nostro tour dal Times Square , sempre spettacolare. Cena veloce da Sbarro (lo cito non per dovere di cronaca ma perché è lo stesso Sbarro dove avevamo mangiato la prima volta con gli zii,… che nostalgia!!) e poi New York by night ammirata dall'Empire (conviene tantissimo andare di sera, zero coda e gli edifici sono illuminati stra bene lo stesso… ecco magari non vedete troppo bene i ponti e l'orizzonte, ma insomma è un'opzione da non scartare!).

Torniamo a casa un po’ stanchine per scoprire che una delle coinquiline è fuori come un balcone - cioè cercava di zittire una che russava dicendole shhhh… vabbè - io c'ero, … ma dormivo (armata di tappi - la prudenza non è mai troppa
) quindi lo scrivo come me lo hanno riferito. In realtà si scoprirà più avanti che gli inquilini della stanza erano 11, uno non umano. Apparentemente un topolino. Molto discreto devo dire e buongustaio, insomma un piccolo Ratatouille che ha deciso di fare merenda con le mie patatine e con il mio Milky Way (vedi foto) che mi portavo appresso da Boston per i periodi di carestia e che a malincuore ma per ovvi motivi ho dovuto abbandonare a NY… (in realtà ora che ci penso la storia è un po’ più articolata ma prendetela così
).

Il giorno seguente abbiamo messo a dura prova un po’ tutto: gambe, cappelli, giubbotti, scarpe, macchine fotografiche. Cominciata con doccia mattutina presso la Statua della Libertà (per chi non ha confidenza con la terminologia meteo inglese, gli scrosci di pioggia li chiamano showers) seguita da visita accurata a Ellis Island (questa volta ce l'ho fatta!!), l'isola dove approdavano gli immigrati in attesa di essere ammessi nel Paese. Notare cosa ho trovato tra la documentazione: non si capisce molto ma è un manifesto che mostra i costi di una traversata "Trieste-Nuova York"!!

Segue scaramantica strizzata agli attributi del toro simbolo della Borsa, rapida visita al WTC, ma onestamente non c'è più niente da vedere: tutto transennato e in pieni lavori in corso. Inzia quindi la traversata dei quartieri che ci porta dal Financial District a Chinatown, a Little Italy (almeno stando alla piantina, perchè a vedere, tutto continuava ad essere Made in China!), a SoHo e infine al famoso arco di Friends del Greenwich Village. Arriviamo in vista della Grand Central Station ed è a questo punto che le mie due compagne di viaggio mi abbandonano momentaneamente, mentre io faccio una fuga verso est,
verso l'East River, insomma verso il fantomatico Palazzo di Vetro, noto come UN Headquarters. Mi sentivo una Nicole Kidman in erba (i miei colleghi interpreti non me ne vogliano se mi immedesimo momentaneamente
). Il tour in realtà si svolge come se fossimo su un nastro trasportatore, abbastanza asettico e l'essere circondati da altri gruppi da visita guidata non aiuta a creare l'atmosfera ... ma in definitiva chissene: non saremo entrati nella sala del Security Council (- meeting in corso) ma la General Assembly me la sono guardata per bene!!

Sulla via del ritorno vengo colta da una nuova ondata di nostalgia e approfittando della macchina digitale che questo giro posseggo, DEVO fermarmi a scattare qualche foto del nostro albergo (e sottolineo ALBERGO, NON OSTELLO
) precedente e del nostro locale dove andavamo ogni giorno a fare colazione... sembrava messo un pò meglio dall'ultima volta...
Concludiamo la giornata con una veduta panoramica del Rockfeller Center e della pista di pattinaggio in piena attività.

Il terzo giorno... cominciando da Central Park nord (questa volta sono riuscita a vedermi il Belvedere Castle che hanno usato in Nemiche Amiche) siamo discese verso sud, perdendoci nel bel mezzo della natura e riemergendo... quale delusione quando scorgiamo la mia amata Bethesda Fountain, quella di Un Giorno per Caso: la stavano pulendo e c'erano transenne ovunque. Bè poco male perché questa volta non avrei avuto nessuno che mi prendeva in braccio, vero President?!

E dopo la natura ecco che scatta lo shopping: Bloomingdale's (per restare in tema Friends), Disney Store e ... ehm da Tiffany's ci siamo limitate a passarci davanti ... del resto mi pare ovvio: eravamo senza morosi, chi pagava?!? 
Il tempo stringe ed è ora di pensare alla prossima destinazione: l'areoporto di Washington.
- e scortato da mamma e morosa giunte per l'occasione si appropinquava a raggiungere il suo albergo. Nota bene che lui studia in North Carolina e io in Iowa - e ci siamo beccati a Boston, MA.
) e cominciare a percorrere le 2 miglia e mezzo del Freedom Trail , percorso segnato da una doppia fila di mattoni rossi che tocca i punti di interesse storico (anche se a dire
il vero senza uno straccio di guida non è che serva a molto ... non
fraintendetemi, una guida l'avevo ben che recuperata, un tomo di 1164 pagine sugli USA, che per ovvi motivi di spazio non poteva entrare troppo nel dettaglio riguardo le singole attrazioni). Pazienza. Naturalmente tutto questo non prima di aver fatto un giro per Newbury Str. la via con i negozi chiccosi...
Arrivate al Quincy Market una pausa per giocare a palle di neve ci sta tutta. Peccato che non fossero proprio palle di neve, bensì rettangoli di carta velina. Non so perchè motivo fossero lì, ma rendevano l'idea!! 


Avendo ancora la digestione in corso del luculliano pasto fatto all'aeroporto (McDonald's, per chi se lo domandasse) decidiamo che possiamo fare a meno della cena. Quale occasione migliore dunque per iniziare le mie due amiche al mondo di Starbucks?! Galeotta fu la cioccolata calda ... non ci abbandonerà più finché avremo uno Starbucks nelle vicinanze [nda qui a Iowa City ne siamo sprovvisti, sopravviviamo con JavaJuice e TeaSpoon]. 
Al risveglio in tutta calma segue gita ad Harvard (con la H aspirata mi raccomando!) dove ammiriamo gli edifici chiusi (...era domenica...) e gli scoiattoli più opulenti finora visti (e mi vien da dire anche più intelligenti visto dove alloggiano!).
La giornata pare trascorrere all'insegna della cultura e allora perché non visitare l'ateneo di Chomsky, l'MIT, che per la cronaca si trova a un tiro di schioppo da Harvard?!
! Sì zia Miki, hai capito bene (... spero apprezzi la colorazione Ausapav!). Siccome sono passati anni da quando ce l'hai proposta nel menu, sono dovuta andare a Boston per mangiarla di nuovo: sì proprio lei! La Clam Chowder !!! (segue foto per chi non segue più il discorso... scusate
).
Peccato poi che alla gustosa zuppina sia seguito quello che vedete nella foto qua a destra... una piccola aragosta contornata da pannocchia, cozze e altro-mollusco-non -meglio-identificato, il tutto AL VAPORE!!! OMG!!! Sì lo so c'era scritto steamed avrei dovuto aspettarmelo, IO che faccio
storie anche quando sono gratinati... Deo Gratia che c'era una scodellina di burro fuso ...
. In particolare per i molluschi poi c'era anche una ciotola più grande con acqua bollente per togliere il sale dalle bestiole ... utile, peccato che non ce ne sia stata una moooolto grande per togliere il sale dal conto!! E dopo questa il pesce è stato ufficialmente bandito dai nostri piatti fino a data da destinarsi ... o meglio, finchè siamo noi a pagare!!

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Insomma da quella volta non ce ne siamo perso uno (anche se quello di venerdì per ora è l'ultimo del semstre qui ad Iowa City).
Visto che siamo arrivati all'ennesimo sabato un aggiornamento sulla situazione partite e' d'obbligo. Riguardo la scorsa settimana c'è da dire che i fan non sono stati delusi: dopo un inizio un pò in difficoltà siamo riusciti a portarci a casa una vittoria. Naturalmente l'unico touchdown della partita me lo sono prontamente perso visto che dopo due ore sono dovuta andare via perchè dovevo fare gruppo studio con i miei compagni di corso e così non posso neanche documentarvi con le foto la chiusura della partita con tutte le persone che si riversavano nel campo...
